Dallo stesso autore di questo blog: Carmine Colella

lunedì 6 giugno 2016

Ipnosi medica rapida: Il miglior manuale di ipnosi per sanitari oggi in commercio



Attenzione: Questo libro è diretto solo ad operatori sanitari.

L'idea classica che si ha dell'ipnosi, per lo meno di quella praticata in ambito clinico e psicoterapeutico, è dell'ipnotizzatore seduto accanto al paziente mentre con progressive suggestioni di rilassamento cerca di indurre il fenomeno ipnotico in quest'ultimo. 

Il Dottor Giuseppe Regaldo ha completamente rivoluzionato questa visione e per certi versi si è avvicinato alla più nota ipnosi da palcoscenico, sfruttandone alcune peculiarità, riadattandola all'ambito clinico e creando, in definitiva, un metodo di ipnosi estremamente potente e rapido.

Come ogni medico, infermiere e psicoterapeuta sa bene, molto spesso non c'è tempo per il classico metodo di induzione attraverso progressive immagini di rilassamento, spesso l'emergenza richiede un approccio rapido ed il metodo del dottor Regaldo (metodo R.A.P.) è la risposta a questa esigenza.

Altra cosa importantissima è la possibilità di compendere subito se il paziente è effettivamente in stato di ipnosi o semplicemente in rilassamento profondo.

Se una simile distinzione può non avere un'importanza fondamentale in ambito psicoterapico essa diventa vitale in campo chirurgico e anestesiologico.

Questo manuale di Ipnosi Medica Rapida è il frutto della lunga esperienza dell'autore nell'applicazione dell'ipnosi in ambito chirurgico e delle centinaia di corsi da lui tenuti a medici, psicologi, ostetriche ed infermieri.

Se sei un operatore sanitario che vuole apprendere l'ipnosi in ambito clinico, anche se non hai ancora maturato alcuna esperienza in proposito, questo è il testo che fa per te.

A garanzia dell'accuratezza delle informazioni che troverai descritte nel testo non c'è solo l'invidiabile curriculum dell'autore, ma anche le numerose recensioni positive dei lettori entusiasti.

Curriculum dell'autore:
 
Dott. Giuseppe Regaldo: laurea in medicina e chirurgia; specializzazione in ginecologia e ostetricia; diplomato nel 1991 presso il Centro Italiano di Ipnosi Clinica e sperimentale di Torino e dal 1993 insegnante in tale Scuola; responsabile della sala parto e ostetricia dell'ospedale di Ciré; pioniere dell'uso dell'ipnosi in sala parto da oltre vent'anni; insegna ipnosi applicata al parto presso le Università di Pavia e di Torino nel Corso di Laurea in Ostetricia; insegna ipnosi per le procedure mediche e per le emergenze presso l’Ospedale Molinette di Torino; ha pubblicato diversi articoli scientifici su riviste scientifiche internazionali nei quali analizza gli effetti neurologici e cardiovascolari dell'ipnosi; ha collaborato alla stesura di alcuni libri sull'ipnosi, ha tenuto centinaia di corsi per sanitari sulle tecniche di induzione ipnotica rapida.

Alcune recensioni dei lettori:


"Unico"

"Ho la fortuna di avere una biblioteca di oltre 100 testi sull'ipnosi, che sia terapeutica, da stage o da strada. Ma nessuno è completo come questo. Scritto in modo comprensibile a tutti, scorrevole, riesce ad "alleggerire" anche gli argomenti più tecnici, sgravandolo da sofismi accademici. E' un libro molto "americano" ma, al contempo, molto più approfondito di tutti i libri sulla ipnosi medica che posseggo, poichè non lascia vuoti a colmare, trattando sia la teoria che la pratica in modo approfondito. Da avere!" (Daniele)


"Strepitoso"

"Un volume che dovrebbero leggere tutti. E quando dico tutti intendo dire proprio tutti. Perché tutti andiamo in ipnosi più volte al giorno, solo che non lo sappiamo. Sono arrivato a questo volume perché citato da un altro grande ipnosista, De Grandi. Merito all'autore per aver scritto un manuale completo, esaustivo, che non lascia niente al caso e soprattutto. Merito all'autore per aver descritto con una chiarezza e un linguaggio semplicissimo, ma non semplicistico, una fenomenologia come quella dell'ipnosi. Il rigore scientifico di medico è sempre presente, ma il prof. Regaldo non rende mai noioso, accademico o pesante il testo. Stra-raccomandato."  (Francesco)


"Un libro unico in Italia e imperdibile per ipnologi e ipnoterapeuti che ambiscono a velocizzare e ripulire la propria tecnica."  (Alessandro)


"Sfogliando questo manuale che ho appena acquistato, desidero esprimere il mio vivo apprezzamento per questo poderoso sforzo di sistematizzazione di un argomento così complesso, attraverso l'utilizzo del noto approccio schematico e didattico che Giuseppe Regaldo utilizza nella formazione. In questo caso, il risultato è un tipo di manuale sull'ipnosi come non se ne trovano in giro."  (Mateo)


"Se sei appassionato di ipnosi da acquistare ad occhi chiusi."   (Salet)


Per concludere, il mio consiglio, se sei un sanitario, è di acquistare subito questo testo, io l'ho fatto!


Se pensi che questo libro potrebbe fare al caso tuo ecco il link per raggiungerlo sia in formato ebook che cartaceo: Manuale di ipnosi medica rapida
 
 
 
 

Le recensioni di Secret Mind



In questa straordinaria sezione di Secret Mind potrai scoprire tutte le perle riguardanti la crescita personale, sociale e finanziaria. 

Le mie recensioni di ebook, libri, corsi e altro ancora saranno tutte catalogate nei link che seguono in ordine cronologico, dalla più recente alle più vecchie.

Ti invito a dare sempre un'occhiata a questa sezione perché quello che potresti scoprire potrebbe lasciarti senza fiato.

giovedì 26 maggio 2016

Come preparare un esame in una settimana






Immagino quello che stai pensando: "Oggi Carmine l'ha sparata grossa, preparare un esame in una settimana è impossibile".
C'è stato un tempo in cui sarei stato d'accordo con te, ma oggi so che non è così quindi ribadisco che preparare un esame in una settimana è possibile.

Prova solo per un attimo a pensare a come potrebbe cambiare la tua vita se questa mia affermazione fosse vera, non varrebbe la pena di continuare a leggere questo articolo? 

Non mentirò dicendoti che è possibile farlo senza studiare, ma posso dirti che ottimizzando lo studio è possibile e questo è quello che imparerai a fare. Ovviamente dallo studio fatto in una sola settimana, per quanto il metodo che ti spiegherò sia potente, non potrai aspettarti risultati stratosferici. Se ti sei ridotto all'ultima settimana il tuo obiettivo deve essere semplicemente superare l'esame e nessun altro. Se poi dovessi anche prendere un voto alto allora tanto di guadagnato (magari poi offrimi un caffè), ma per ora concentrati solo sul superare l'esame.

Ci sono ovviamente esami particolarmente lunghi e impegnativi per i quali anche con questo metodo ci vorrà più di una settimana, ma questi esami sono più rari e, per essere precisi, mi sto riferendo ai mostri sacri delle varie facoltà: anatomia a medicina; analisi matemaica a ingegneria; diritto privato a giurisprudenza; ecc.

Pensa che il metodo che sto per spiegarti viene usato da moltissimi studenti per effettuare il cosiddetto Cramming, una pratica che consiste nel concentrare tutto lo studio negli ultimi giorni prima dell'esame, il tutto accompagnato da generose dosi di caffeina e, principalmente nei paesi anglosassoni, persino sostanze nootrope (le famigerate smart drugs).

Ti sconsiglio caldamente dall'abusare di dette sostanze, ma il metodo che stai per scoprire ha potenzialità incredibili. Se da un lato può permetterti di preparare un esame in ua settimana, dall'altro, se dovesse essere usato per tempi più prolungati, potrebbe regalarti risultati eccellenti ad ogni singolo esame.

Dopo questo breve excursus sui vantaggi dello studio di lungo periodo, che spero terrai presente quando sarai chiamato ad affrontare nuove prove, passiamo rapidamente al metodo, che, posso assicurarti, è tanto semplice quanto potente.

Non starò a tediarti con la teoria che sta dietro al metodo quindi passo direttamente alla pratica, in fondo hai poco tempo, no? ;)

Il metodo è basato principalmente sulle Flashcard, esse sono dei cartoncini o anche dei semplici foglietti di carta, sui quali devi scrivere domanda e risposta di quello che devi imparare. Per la precisione su un lato devi scrivere la domanda e sull'altro la risposta. In seguito vedremo come usare le flashcard, per adesso concentriamoci sulla loro creazione.

Identificare le domande è fondamentale, tieni presente che le card non dovranno essere troppe.

Se avrai avuto l'accortezza di procuarti le domande che vengono fatte più di frequente all'esame che devi affrontare il tuo compito sarà enormemente semplificato, ti basterà usare quelle.

Se non hai idea di quali domande vengano fatte di solito voglio almeno sperare che tu abbia a disposizione un programma dell'esame. A questo punto cerca gli argomenti del programma sul tuo libro e, a seconda di quanto pensi di dover scendere nel dettaglio, crea le domande in base a quello che ritieni importante. Ricorda che non hai tempo, quindi questa operazione deve essere più rapida possibile.

Contestualmente alla creazione delle domande, sull'altro lato di ogni cartoncino, dovrai scrivere le risposte alle prime. Tieni presente che le risposte dovranno essere più sintetiche possibile, se non lo sono significa che quella flashcard andava divisa in due o più card.

Ti ho detto di non esagerare col numero di flashcard, ma se dovessi avere a che fare con un esame davvero lungo allora ti consiglio di creare un mazzo di flashcard per ogni argomento e studiare ogni mazzo singolarmente. 

Diciamo che hai creato circa 20 flashcard (possono tranquillamente essere di più o di meno, ma non esagerare col numero) ora hai questo mazzo davanti a te con tutte le domande rivolte verso l'alto.

A questo punto inizia lo studio vero e proprio!

Leggi la domanda, leggi la risposta, rigira la flashcard cercando di rispondere alla domanda e, infine, controlla di aver dato la risposta giusta.

Ora possono essere successe tre cose:

1) Hai risposto correttamente

2) Hai risposto, ma in maniera non molto precisa

3) Non sei riuscito a rispondere

Nel primo caso metti da parte la flashcard, non dovrai più ripeterla.

Nel secondo caso metti la flashcard in un nuovo mazzo che ripeterai in seguito.

Nel terzo caso metti la flashcard in un nuovo mazzo che ripeterai subito dopo aver finito tutte le card.

Quando avrai finito le flashcard passa a ripetere il mazzo delle risposte non date più e più volte e, solo quando queste saranno finite, dovrai passare al mazzo delle risposte insicure, che nel frattempo sarà cresciuto progressivamente.

Tieni presente che la lettura delle risposte va effettuata solo la prima volta che usi una flashcard, in seguito non dovrai mai leggerla prima, dovrai solo leggere la domanda, cercare di rispondere e poi andare a controllare sul retro la qualità della tua risposta.

Come prima ogni flashcard dovrà finire in uno di tre mazzi: non risposte; insicure; corrette.

Progressivamente tutte le flashcard andranno a finire nel mazzo delle risposte corrette.

Se queste erano tutte le domande dell'esame il giorno dopo potrai effettuare un'altra ripetizione, esattamente come la precedente, ma, essendo io abbastanza pratico di esami, dubito che sarai riuscito a condensare tutto il programma in un solo gruppo di flashcard, quindi, se dovessero esserci più gruppi passa al gruppo successivo.

Se il materiale da studiare è davvero molto probabilmente non avrai il tempo di ripetere una seconda volta ogni gruppo, ma dovresti essere già in grado di superare l'esame con una sola ripetizione (in realtà ne avrai già fatte molte e specificamente di ciò che non ricordavi bene).

Avrai certamente capito che la parte più importante di tutto il processo è proprio la creazione delle flashcard quindi poni particolare attenzione a questa fase.

Nell'augurarti un successo straordinario per i tuoi prossimi esami ti invito a cominciare sin da subito la creazione delle tue flashcard.


A presto!


Se questo articolo ti è piaciuto, probabilmente potrebbe piacerti anche: http://amzn.to/2jbUtb1

martedì 24 maggio 2016

Test d'intelligenza: due semplici test per misurare il tuo Q.I.


Visita la mia pagina Amazon dove troverai tutti i miei ebook

Ricordi che qualche tempo fa, in un precedente articolo ti proposi una lista di test d'intelligenza per misurare il tuo quoziente intellettivo?

Penso che sia arrivata l'ora di proportene un paio nuovi!

Credi di essere intelligente? E' arrivata l'ora di dimostrarlo con i fatti!

Ovviamente la persona a cui devi dimostrarlo sei solo tu, ma se le cose non dovessero andare come speri non scoraggiari e leggi le ultime righe di questo articolo, scoprirai il perché.

In bocca al lupo con i test:

1) Test Q.I. 1

2) Test Q.I. 2


Se hai ottenuto buoni risultati complimenti, se, invece, non sono stati proprio eccellenti non scoraggiarti e vai a leggere l'articolo su dual n-back, il software in grado di aumentare l'intelligenza!



Carmine Colella

lunedì 23 maggio 2016

Scrittura veloce: corso di stenografia Gabelsberg-Noe


Ti piacerebbe essere in grado di scrivere a mano ad una velocità di 180-200 parole al minuto, in pratica la velocità di un oratore molto veloce?

Se la tua risposta è stata affermativa allora quello che troverai in basso su questa pagina è il corso di stenografia che fa per te (come sempre quello che ti propongo è completamente gratuito). 

La stenografia è la tecnica segreta che può regalarti questa straordinaria abilità. Essa è basata su abbreviazioni, utilizzo di segni particolari e altri accorgimenti tutti tesi a velocizzare la tua capacità di scrittura a mano libera. Una volta appresa la tecnica di scrittura veloce sarai in grado di trascrivere in tempo reale appunti, lezioni e qualunque altra cosa ti venga in mente.

Devi sapere che non esiste un solo metodo di scrittura stenografica, ce ne sono divesi, ognuno dei quali è più o meno efficace.

Quello che ti propongo in questo articolo è il metodo di scrittura veloce stenografica Gabelsberg-Noe.

Già in passato ho scritto un articolo nel quale puoi trovare un corso completamente gratuito di un altro metodo di scrittura veloce stenografica incredibilmente efficace, il metodo Cima, al quale ti consiglio di dare un'occhiata.

Tornando al metodo Gabelsberg-Noe ecco un video esemplificativo di un discorso riportato in tempo reale



Quelle che seguono sono le lezioni complete per apprendere la tecnica stenografica:

1) Lezioni teorico-pratiche

2) Perfezionamento teorico-pratico

Certo che questo straordinario metodo di scrittura veloce ti sarà di aiuto professionalmente, nello studio e in tutti gli ambiti in cui vorrai utilizzarlo, ti saluto e ti auguro buon lavoro.

Se vuoi approfondire questo argomento ti consiglio l'ebook: Stenografia Facile. Come Arrivare a Scrivere 180 Parole al Minuto a Mano Libera


Carmine Colella




venerdì 6 febbraio 2015

Quando aumentare l’autostima fa male








 Quasi tutti ti dicono che devi aumentare la tua autostima: devi avere più fiducia in te stesso, credere di più nelle tue capacità, devi avere più sicurezza. Davvero, queste sono tutte cose preziose e utili, ma spesso si finisce per confondere l’autostima con il giudizio degli altri oppure con il successo che riscuotiamo. La maggior parte dei consigli che ho letto ti dicono di migliorare l’aspetto fisico o l’abbigliamento, oppure di darti degli obiettivi e di raggiungerli, o di ottenere voti migliori, perché tutto questo ti farà avere un’autostima superiore. Sarà vero?

Ad esempio l’aspetto esteriore: vestiti bene, fai palestra, butta giù la pancia, cura i capelli, truccati (se sei una donna!), diventa più sexy e tutto per cosa? Cosa centra il mio aspetto con la mia autostima? In realtà nulla, ma questi suggerimenti portano qualche risultato: il giudizio degli altri, cioè la loro stima di te, cambia e proprio per questo tu cominci a considerarti meglio. Funziona? Certo che no! Che succede quando il loro parere torna negativo? O se i cambiamenti del tuo aspetto non piacciono? Soprattutto, dovrai per sempre curare ogni dettaglio, stare attento a come ti vesti, preoccuparti di cosa penseranno gli altri. Questo è l’errore.

Ora ti dico qualcosa che nessuno, o quasi, spiega: la tua autostima non ha nulla a che vedere con quello che pensano gli altri. Se fai il calciatore, non avrai un’autostima migliore se Pelè dice che sei bravo. Se sei un giornalista, non sarà il parere positivo di Bortoli o Sallusti a migliorarla. Queste sono opinioni, anche se dette dal più grande esperto (tale solo se lo pensano gli altri, ovvio!) del mondo nel tuo settore. Opinioni, non verità. Punti di vista soggettivi, non oggettivi. Se vuoi aumentare la tua autostima, non devi migliorare il giudizio degli altri, ma fregartene! Certo, ascolta i consigli che ti danno, senti cosa dicono e cosa pensano, ma poi fai questo esercizio.

Chi lo dice? Prendi qualsiasi critica e stabilisci tu se è vera. Dicono che sei stato bravo? Cosa lo dimostra o in base a cosa viene stabilito chi è bravo e chi no? Individua i valori che vengono utilizzati. Ad esempio chiediti: cosa dovresti fare per essere considerato bravo? L’approvazione degli altri non dipende dalle tue qualità, ma da quanto sai fare quello che loro si aspettano da te. Rispetti certe regole? Sei ok, ma se non le rispetti non lo sei più! È ridicolo. Se sbagli non vuol dire che sei incapace, ma solo che hai fatto un errore. Ascolta le critiche degli altri e fatti sempre queste domande:


  •          Chi lo dice? Ha davvero la possibilità di conoscerti a fondo, sapere chi sei, cosa provi, i tuoi dubbi, le tue incertezze per poterti valutare in modo non superficiale?
  •          Chi lo dice, in base a cosa ti sta giudicando?
  •           Potrebbe sbagliarsi?
  •        Come fai a sapere se quello che ti dice è giusto o no? Cosa lo dimostra?
  •         Che preconcetti o pregiudizi potrebbe avere chi ti ha giudicato?
  •         Tu come ti giudichi? Cosa ne pensi?
  •         Se quell’opinione l’avessero data a un tuo carissimo amico e lui ne fosse rimasto male, cosa gli consiglieresti?
  •        Questa opinione potrebbe essere sbagliata: in cosa? Per quale ragione?


Ecco cosa devi fare se vuoi aumentare la tua autostima: usare la tua testa, non fidarti in moto ottuso del parere degli altri, valutare da te cosa hai fatto e cosa hai ottenuto. Il guaio è che ognuno di noi ha filtri, paure, convinzioni, modi di vedere le cose, punti di vista con cui osserviamo il mondo. Quando emetto un giudizio su di te, in realtà, sto dicendo cosa penso, cosa mi piacce o non gradisco di quello che ho visto, come la vedo io. Nemmeno il più grande espero è in grado di dare un giudizio obiettivo. Inoltre, mai dimenticarlo, un giudizio oggettivo riguarda sempre una cosa che hai fatto o un tuo risultato, ma non te.

Se tu fossi un progettista di giardini e ne creassi uno per un cliente, a cui però non piace, perché sostiene che sia il più brutto giardino che abbia mai visto, tu cosa centreresti? Certo, forse è davvero brutto, magari potremmo anche arrivare a pensare che lo sia oggettivamente (è solo un esempio, la bellezza oggettiva non esiste!), ma tu che centri? Se fai un pessimo lavoro non sei un pessimo lavoratore. Potresti fare giardini più belli? Certo e magari ne hai fatti altri in passato migliori. Non confondere, e adesso vediamo anche come fare, i tuoi risultati, quello che fai e che finisce sempre sotto l’occhio critico degli altri, con il tuo valore. 

Come fai a sapere se hai fatto un buon lavoro o uno pessimo? Se non c’è una regola, non puoi stabilire quando fai le cose per bene e quando no. Se dico che il tuo giardino è brutto, tu non devi pensare di essere incapace, dovresti invece chiederti: per quale motivo è brutto? E sarebbe fantastico che cominciassi a fare questa domanda a tutti quelli che criticano le cose che fai. Devi capire.

Cosa facciamo di solito? Cerchiamo di farci apprezzare dagli altri. La tua autostima, e anche questo suona fuori dal coro purtroppo, non ha niente a che fare con i tuoi risultati. Sai fare le addizioni? Bene, se ne sbagli anche venti di fila non è che non hai la capacità di farle, è che stai sbagliando qualche passaggio. Sono due cose differenti. È sempre un errore confondere te, e il tuo valore, con i punteggi che ottieni, i tuoi voti, i tuoi risultati. Chi pensi che stabilisca quando vicini o perdi, o che punteggio hai ottenuto? Già, altre persone che, come detto prima, non saranno quasi mai obiettive e il cui parere sarà inevitabilmente soggettivo.

La storia dell’arte, della musica, del teatro, del cinema, delle scienze e di ogni altra materia è piena di persone che sono state bocciate dagli esperti di turno e poi hanno dimostrato il loro valore. Fregatene dei risultati. Non hai ottenuto quel che speravi? Benissimo, hai ottenuto un risultato comunque e devi comprenderlo, scoprire dove hai sbagliato e perché, altrimenti ti deprimi, ma non risolvi il problema. Devi capire, usare, come detto prima, la tua testa e non quella degli altri. Non come, almeno, la usiamo di solito. Ecco alcune domande che devono guidarti da ora in poi: 

  1.   Cosa dimostra che hai sbagliato? Quali sono le prove oggettive?
  2.  Dove sta l’errore?
  3.  In base a cosa stabilisci quando una cosa è fatta bene o fatta male?
  4.  Come fai a sapere quando l’hai fatta bene? Come dovrebbe essere?
  5.   In cosa hai sbagliato e per quale motivo?
  6.  Cosa dovresti cambiare per migliorare la prossima volta?
  7.  Ti mancano conoscenze? Quali?
  8.  Non hai competenze o esperienza? Cosa ti serve per averle e dove puoi ottenere tutto questo?
   
Devi usare la tua testa. Ascolta l’opinione degli altri, come detto anche prima, ma osservala stabilendo tu cosa va bene e cosa no. Non devi affidarti sempre agli altri per capire se fai bene. Loro come lo stabiliscono? Questo devi scoprire. Se tua moglie dice che hai sbagliato, come fa a saperlo? Se il tuo superiore è sicuro che hai lavorato male, come fa a saperlo? Devi capire, poter valutare tu, riuscire a misurare personalmente, in modo chiaro, preciso e possibilmente oggettivo, quello che fai. Questo aumenta la tua autostima. Sai perché?

Perché smetti di confonderla con quello che pensano gli altri, perché inizi a utilizzare la tua testa. Inoltre, nel momento in cui capisci come giudicare quello che fai e capisci come migliorare, impari a ottenere risultati migliori, a sfruttare la tua mente e le tue capacità. Tu vali moltissimo, e non utilizzare questo tuo talento non significa certo che tu non lo abbia. Ecco cosa sei. Sei un pittore.

Anche se i tuoi quadri non vengono bene, i colori sono sbiaditi o i pennelli che usi rovinati, tu non sei queste cose, ma colui che dipinge, crea, inventa. Hai la possibilità di migliorarti in ogni cosa, qualsiasi età tu abbia. Puoi fare meglio e sfruttare alla grande le tue risorse. Le hai, anche se non le hai mai tirate fuori come avresti voluto. Il segreto non è aumentare l’autostima ottenendo di più o piacendo agli altri. Il segreto è portare la tua autostima nella realtà: invece di pensare che sei inutile o sentirti il migliore con un tocco di arroganza, inizia a diventare consapevole del tuo valore, delle tue capacità reali. E poi sfruttale.

L’errore più grave è voler migliorare l’opinione che hai di te. Non devi crederti migliore degli altri, ma comprendere quanto sei unico, speciale e capace. Non devi gonfiare il tuo ego, ma scoprire il tuo reale valore, osservare la realtà e renderti conto che chi sei, conta molto più di chi credi di essere e di chi gli altri credono che tu sia. Da oggi inizia a sfruttare le tue mente, che è un dono immenso a tua disposizione e impara a comprendere il tuo valore senza nemmeno stare a giudicarti o dare importanza al giudizio degli altri. Non concentrati su cosa ottieni, ma su cosa fai, su come lavori e come puoi migliorare.

Inizia a considerare i risultati per quello che sono: risultati. Non hanno niente a che vedere con il tuo valore o con le tue capacità, ma solo con quanto, in quella circostanza precisa, hai saputo fare. Pensa a come migliorare, ogni giorno, impegnati a fare del tuo meglio, con gioia, divertendoti e mettendoci passione. Hai tutto dentro di te, usa la tua mente e sfrutta questo immenso potenziale. La tua autostima sarà fantastica non quando sarà grande, ma quando avrai la capacità di vedere il tuo reale valore invece di immaginartelo o credere ai racconti (distorti!) degli altri.

Giacomo Papasidero - Mental Coach

Diventarefelici.it 

lunedì 19 gennaio 2015

Come essere liberi anche senza il permesso degli altri





Spesso siamo convinti che la nostra libertà dipenda da quello che fanno gli altri, dalle condizioni in cui viviamo o dal luogo dove siamo nati. Certamente questi fattori possono influenzare la nostra vita, ma non condizionarla, se non siamo noi ad accettarlo.

La prima cosa che devi capire è che nessuno può importi assolutamente nulla. Proprio nessuno? Sì, proprio nessuno. 

Anche quando pensi di essere costretto a fare qualcosa, a compiere certe azioni o prendere una decisione, in realtà non lo sei: tu stai scegliendo liberamente cosa fare. Perché quello che stai leggendo sembra assurdo? Perché pensiamo di essere liberi solo se possiamo ottenere quello che vogliamo. In realtà la libertà sta nel decidere cosa fare, nella scelta, e non nelle sue conseguenze.

Chiunque potrebbe convincerti con la forza a dire cose in cui non credi. Ovviamente questa la consideri una situazione in cui non sei libero. In realtà le cose non stanno così: potresti non dire quelle cose? Certo, ma dovresti assumerti la responsabilità di questa scelta.

Il problema è che noi siamo sempre liberi di scegliere, anche nelle situazioni estreme, ma non ci piace dover fare i conti con le conseguenze delle nostre decisioni. Così, invece di renderci conto che stiamo facendo una scelta, preferiamo considerare gli altri, o le situazioni che viviamo, colpevoli di quello che poi facciamo noi. 

Così accusiamo i nostri figli per il tanto lavoro che facciamo “per loro”, o il nostro partner per aver rinunciato a un nostro sogno “per lui”. È colpa delle tasse se evadiamo il fisco, colpa delle persone disoneste se abbiamo deciso di non fidarci più degli altri. Così è facile: siamo vittime della cattiveria o degli errori degli altri. 

Tutti attorno a te rubano, ma se la fai anche tu, è perché lo scegli. Le tasse sono effettivamente tante, eccessive, ma evadere è una scelta. La gente è davvero spesso egoista, ma tu scegli se avere fiducia in chi dimostra di meritarsela o no. A casa è indispensabile portare uno stipendio, ma non è colpa dei tuoi figli se decidi di lavorare 10 ore al giorno.

Quello che voglio farti capire è che la libertà di fare o non fare qualcosa l’hai sempre. Se ti minaccio di darti uno schiaffo se parli, non per questo sei costretto a fare silenzio: potresti parlare se volessi, accettando di subire un colpo da me. Pensa ai regali che ci vediamo costretti a fare per le persone care. Anche in questo caso siamo liberi di non farli, nemmeno per una ricorrenza speciale: basta assumersi la responsabilità di questa scelta, consapevoli che gli altri potrebbero non gradirla.

Ecco il vero problema: gli altri non accetteranno le nostre decisioni, le attaccheranno, ci criticheranno per le nostre scelte. A noi non piace, a te non piace, e quindi fai quello che tutti troveranno giusto, ma non dici che lo hai scelto, è più comodo sostenere che non avevi scelta. Eppure quella scelta c’è sempre.

Inizia a osservare tutte le situazioni in cui di solito diresti “non posso!”. Osservale bene e chiediti: cosa potresti fare di diverso? Ti assicuro che in qualsiasi situazione hai sempre almeno due possibilità: dire o non dire, fare o non fare, accettare o rifiutare. Spesso, poi, di possibilità ne avrai anche di più. 

Ma tutte queste possibilità ci saranno comunque, che tu le veda o no. La realtà è che sei libero di andare a destra o a sinistra. Sempre. Spesso questa scelta comporta difficoltà, incomprensione degli altri, ostilità o sfiducia. Ma questa scelta sarà sempre tua. Puoi scegliere e anche se decidessi di non farlo, sarebbe comunque una scelta.

Immagina di dover decidere se alzarti dalla tua sedia o restare seduto dove ti trovi. Puoi decidere una delle due, oppure pensare di non voler scegliere. Ma anche non scegliere è una decisione che prendi tu e ha delle conseguenze: resti seduto. Come vedi è impossibile non scegliere. La nostra vita è una sequenza di decisioni continue e ne prendiamo decine ogni ora.

Il segreto per essere liberi non è avere più soldi, potere o prestigio. Il segreto è capire che siamo sempre liberi e possiamo scegliere. Capire che a volte prendere le nostre decisioni è difficile o impopolare, ma anche che tu sei l’unica persona che ha questo potere nella tua vita. Gli altri potranno fare tutta la pressione del mondo su di te, ma alla fine solo tu puoi decidere se cedere o no, se assecondare le loro richieste o rifiutarle. Solo tu.

Forse la più grande libertà consiste nel comprendere qualcosa di ancora più importante: anche se qualcuno controlla il tuo corpo e ti costringe con la forza a stare dove non vorresti, non potrà mai controllare i tuoi pensieri, le tue emozioni. Nel suo libro “La forza di amare”, Martin Luther King esprime in modo magnifico questo concetto quando invita a rispondere alle bombe con amore e comprensione. Nemmeno la violenza subita, le botte o le minacce di morte hanno il potere di controllare le tue emozioni.

Essere liberi significa questo, vuol dire avere il totale controllo di te, decidere cosa farai e se lo farai, come, quando, come affrontare le sfide della vita, se con entusiasmo o disperazione, decidere come reagire alle scelte degli altri. Siamo sempre liberi di scegliere. Ovviamente il discorso è molto complesso e articolato. 

Ma ecco cosa puoi sempre scegliere:

·         Cosa provare in qualsiasi momento, cioè le tue emozioni.

·         Cosa pensare di quel che accade o fanno gli altri, cioè i tuoi pensieri.

·         Come vivere, come agire, come comportarti, cioè il tuo carattere.

·         Se essere felice della tua vita oppure no, perché la felicità è una scelta.

·         Se credere nelle tue capacità, a dispetto dei risultati, perché anche la tua autostima è una tua scelta.

·         Se vivere una vita ricca d’amore oppure no, perché addirittura l’amore è una tua scelta.

Come vedi hai una libertà immensa, in questo preciso momento, e niente o nessuno possono privarti di questa tua capacità di scegliere. Forse non ci avevi mai pensato, o forse non sapresti come utilizzarla o cosa fare per cambiare la tua vita adesso che sai di essere libero ed avere un potere così grande. Quello che ti consiglio di fare è iniziare a utilizzarla tutta.

Da ora fai questo esercizio: alla prossima occasione in cui ti senti costretto a fare qualcosa, o a non farla, in cui pensi “non posso”, fermati. Osserva bene la situazione che stavi affrontando e cancella quel “non posso” o quel “sono costretto”. Hai due possibilità: 

·         Non vuoi, perché non ti piace cosa succederà, perché preferisci altro, insomma, perché scegli diversamente.

·         Non riesci, perché ti manca qualcosa e non hai tutti gli strumenti per agire.

Nel primo caso hai fatto una scelta. Libera. Nel secondo devi capire come acquisire quel che ti manca, dove imparare quello che non sai. Ho creato un video in cui ti spiego meglio questo esercizio dandoti spunti concreti per agire:



Questo ovviamente è solo il primo passo per prendere coscienza della tua libertà e iniziare ad assumertene la responsabilità. Se non lo fai la situazione non cambia: resti comunque tu a scegliere e tu ad essere responsabile della tua vita. Però non ne sei consapevole e vivi con la sensazione di essere controllato dall’esterno e con la passività di chi si vede sempre vittima e mai attore protagonista.

A te la scelta.

Giacomo Papasidero - Mental Coach

Diventarefelici.it